Il Cammino di San Colombano: storia, tappe e spiritualità

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Il Cammino di San Colombano: da Piacenza a Bobbio tra storia, spiritualità e natura, seguendo le orme del santo irlandese in Italia

Percorre un tratto del Cammino di San Colombano mi ha dato la possibilità di scoprire un territorio poco noto, ricco di storia e spiritualità, al di fuori dei soliti circuiti più affollati. Il dolce declinare delle colline piacentine, le chiesette di campagna, dove sostare per una preghiera, le edicole sacre sul cammino e il cibo della tradizione piacentina, passo dopo passo, in un’atmosfera bucolica e meditativa, mi hanno guidato fino a Bobbio, la meta finale.

Vi porto con me sulle tracce di San Colombano!
Allacciate le scarpe, inizia il nostro cammino…

Chi era San Colombano?

San Colombano (540 – 615) fu un monaco irlandese, uno dei più importanti missionari dell’Europa medievale. Possiamo considerarlo, anche, uno padri fondatori del monachesimo occidentale. Dopo aver lasciato la sua terra, percorse le vie del continente fondando monasteri e diffondendo una spiritualità fatta di rigore e penitenza. Un uomo molto attento all’igiene personale, imponeva ai suoi monaci una dieta a base di legumi, cereali e ortaggi.

La sua giornata era caratterizza da preghiera, lavoro nell’orto, studio e dure penitenze. La sua figura è ancora oggi legata all’idea del viaggio come cammino interiore e di fede, e ha lasciato tracce profonde in Italia, in particolare a Bobbio, dove morì e dove ancora si conserva la sua memoria
A lui dobbiamo la diffusione della confessione privata in sostituzione di quella pubblica per il sacramento della riconciliazione.

Il Cammino di San Colombano

Il Cammino di San Colombano nasce per ripercorrere le orme del santo che partì dall’Irlanda insieme a dodici compagni, attraversò la Germania, l’Austria, il Liechtenstein, la Francia, la Svizzera e l’Italia per diffondere il cristianesimo con un messaggio di fede e di rigore spirituale. Dopo essere stato accolto dai re merovingi e aver fondato importanti monasteri lungo il suo percorso, giunse in Italia dove, nel 614, fondò l’Abbazia di Bobbio, destinata a diventare uno dei più grandi centri culturali d’Europa durante il Medioevo.

Oggi il cammino collega i luoghi attraversati e ispirati dalla sua missione, invitando i pellegrini a rivivere lo stesso spirito di ricerca, accoglienza e incontro che animava i viandanti di oltre Millequattrocento anni fa.

Il Cammino di San Colombano è una delle esperienze più affascinanti da vivere in Italia settentrionale. Con una piccola deviazione, dal cammino principale, sono passata per Piacenza, nel cuore della Pianura Padana, attraversando alcuni dei borghi più suggestivi, per raggiungere Bobbio, sede della famosa Abbazia. Ho percorso un tratto del cammino che unisce storia millenaria, natura autentica e tradizioni religiose memorabili.

IL CAMMINO DI SAN COLOMBANO informazioni utili
DISTANZA TOTALE: 330 km che collegano Villa di Chiavenna a Bobbio – 18 tappe
TRATTO MILANO | BOBBIO: 8 tappe – 150 km compresa la tappa supplementare da Bobbio a Coli, alla Grotta di San Michele.
PERCORSO: prevalentemente si cammina su asfalto
DISLIVELLO: circa +750 m, con tratti prevalentemente pianeggianti o con dolci salite
SEGNALETICA: il percorso è segnalato da tabelle metalliche marroni, in alcuni tratti si trovano anche le indicazioni per la Via Francigena
CONSIGLI UTILI: è consigliato scarica la traccia GPX che si trova sul sito ufficiale del Cammino di San Colombano thecolumbanway.org
SCARPE: gran parte del Cammino è su asfalto per questo è sconsigliato lo scarponcino alla caviglia, meglio una scarpa da trekking con una buona ammortizzazione.
PERIODO: è consigliato percorrere il cammino da aprile a giugno e da settembre fino a ottobre.

Quali sono le tappe del Cammino di San Colombano?

Il cammino si sviluppa per circa 330 km, articolato in 18 tappe che collegano Villa di Chiavenna a Bobbio. Le prime 10 tappe coprono la tratta da Villa di Chiavenna a Milano, mentre le successive 8 portano da Milano a Bobbio, lungo paesaggi attraversati da fiumi, laghi e canali.

In questa occasione, ho percorso il tratto del Cammino di San Colombano che attraversa i territori della Diocesi Piacenza – Bobbio.

Elenco delle tappe nella Diocesi Piacenza – Bobbio

  1. Santimento → Pieve di Verdeto – 21,5 km
  2. Pieve di Verdeto → Travo (San Giorgio di Bobbiano) – 19,2 km
  3. Travo → Mezzano Scotti – 14,8 km
  4. Mezzano Scotti → Bobbio – 9,1 km

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Partenza da Piacenza

Facciamo una breve deviazione sul Cammino di San Colombano e passiamo per Piacenza, città d’arte ricca di palazzi rinascimentali e chiese medievali, che merita una visita approfondita. Che voi siate viaggiatori in cerca di fede o amanti dell’arte e della storia, Piacenza saprà accogliervi e incantarvi.

Duomo di Piacenza | Cattedrale di Santa Maria Assunta e Santa Giustina

Il Duomo è uno dei luoghi imperdibili di Piacenza! Un vero gioiello dell’architettura romanica, cuore spirituale della città. La sua facciata imponente, i portali scolpiti e gli interni riccamente affrescati vi lasceranno senza fiato. Non perdete l’occasione di ammirare la cupola affrescata dal Guercino e di esplorare la cripta, che custodisce le reliquie di Santa Giustina. Un luogo di profonda devozione e straordinaria bellezza artistica.

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Museo della Cattedrale e il Tesoro

Accanto al Duomo, il Museo offre un’opportunità unica per approfondire la storia e l’arte religiosa di Piacenza. Qui potrai ammirare paramenti sacri, sculture, dipinti e il prezioso “Codice 65”, un manoscritto miniato di grande valore. Un percorso che arricchisce la comprensione del patrimonio spirituale della città.

Assolutamente da vedere a Piacenza

  • Piazza Cavalli, con i celebri monumenti equestri dei Farnese.
  • Basilica di Sant’Antonino
    Dedicata al patrono di Piacenza, questa basilica è un altro pilastro della spiritualità cittadina, con la sua caratteristica torre ottagonale e il suggestivo chiostro, Sant’Antonino ha una storia che affonda le radici nell’epoca paleocristiana. È un luogo di grande significato per i pellegrini, custode di tradizioni e leggende legate al martire.
  • Chiesa di San Francesco
    Situata in piazza Cavalli, la principale piazza di Piacenza, la chiesa di San Francesco è un magnifico esempio di architettura gotica francescana. I suoi interni spaziosi e luminosi, le vetrate e gli altari arricchiscono l’esperienza di visita. È un luogo che invita alla meditazione e alla preghiera, in un contesto di grande armonia estetica.
Piacenza

Lasciata la città, il cammino si snoda tra argini e campi coltivati fino ad arrivare a uno dei punti più emozionanti dell’intero itinerario.

LA CUCINA LOCALE → I TRE DOP
Assapora la cucina locale: dopo le fatiche del cammino e le visite culturali, dovete assolutamente gustare le specialità enogastronomiche piacentine, come i salumi DOP, i tortelli con la coda (ricotta e spinaci) e i pisarei e fasò (gnocchetti di farina e pangrattato conditi con fagioli, lardo e pomodoro).

La provincia di Piacenza è l’unica in Italia e in Europa ad avere tre salumi con Denominazione di Origine Protetta (DOP): la coppa piacentina, il salame piacentino e la pancetta piacentina.

Per approfondire: cosa vedere a Piacenza

Corte Sant’Andrea e il “Transitum Padi”

Presso Corte Sant’Andrea si trova il leggendario “Transitum Padi”, cioè il guado sul fiume Po utilizzato per secoli dai pellegrini diretti a Roma lungo la Via Francigena e, oggi, anche da chi percorre il Cammino di San Colombano.
Qui potrai vivere un’esperienza unica: l’attraversamento del Po insieme a Danilo Parisi (331 8768456 – 29010 Soprarivo di Calendasco), il barcaiolo che accompagna i viandanti da una riva all’altra mantenendo viva un’antica tradizione.

Santimento → Pieve di Verdeto – 21,5 km

Il tratto che collega Santimento a Pieve di Verdeto è un inno alla bellezza paesaggistica di questa zona, un’immersione nella tranquillità e in un tempo che sembra essersi fermato.

Pieve di Verdeto

Proseguendo il cammino si incontra la Pieve di Verdeto, è la più antica della provincia di Piacenza, legata all’eredità di San Colombano. Qui s’insediò il cristianesimo nella zona di Agazzano. Le pievi erano i centri religiosi più importanti delle comunità rurali medievali, e ancora oggi trasmettono un senso di raccoglimento e continuità con il passato. Attualmente la pieve è un centro di accoglienza per i pellegrini, un luogo di ritiro per i giovani e le comunità religiose.

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IL CAMMINO IN BICICLETTA
Il tratto del Cammino di San Colombano nella diocesi di Piacenza – Bobbio può essere percorso al 90% in bicicletta; sono brevi i tratti dove può essere difficoltoso utilizzare le due ruote, ed è quasi sempre possibile scendere dalla bici e proseguire il percorso a piedi.

IL CAMMINO IN TENDA
È sconsigliato percorrere il percorso in tenda, sul tragitto non ci sono campeggi.

Agazzano e le colline piacentine

Il percorso sale poi verso Agazzano, borgo medievale dominato dal suo castello. Qui le colline iniziano a disegnare il paesaggio, con vigneti e boschi che accompagnano i pellegrini in un ambiente più intimo e silenzioso, lontano dal traffico della pianura.

Pieve di Verdeto → Travo (San Giorgio di Bobbiano) – 19,2 km

Questa tappa del cammino è senza dubbio più intensa rispetto alla precedente, fatta di continui sali e scendi sulla colline, con panorami mozzafiato sulla val Trebbia. Passiamo in un territorio segnato dalla storia, teatro di battaglie e di Resistenza.

CURIOSITÁ Il dolce pasquale
La tradizione fa risalire le origini del famoso dolce pasquale a San Colombano. Inviato di venerdì con alcuni dei suoi monaci alla corte dei sovrani longobardi, onorati di averlo come ospite, avevano preparato una tavola imbandita: carni arrostite, salsicce accompagnate da vassoi con cacciagione fresca. I monaci di Colombano, abituati alla povertà e al digiuno, erano in grande imbarazzo. Colombano ringraziò e per non trasgredire il precetto di astinenza dalle carni e non offendere i sovrani chiese il permesso di benedire le vivande. Si avvicinò a uno dei piatti: una grande colomba arrosto. Dopo la benedizione la colomba arrosto che stava nel vassoio era miracolosamente trasformata in una pagnotta a forma di colomba, un cibo più adatto alla Quaresima. La regina Teodolinda fu a tal punto colpita da Colombano che gli concesse delle terre di Bobbio perché vi costruisse il suo primo monastero in Italia.

Travo → Mezzano Scotti – 14,8 km

Questo tratto del cammino non è impegnativo ma si incontreranno pochissimi centri abitati fino a scendere a valle. Il territorio è segnato dalla presenza di rocce di colore scuro: le pietre Perduca e Parcellara. Due rilievi che ci offrono dei panorami incantevoli costituiti da rocce eruttive di natura ofiolitica di serpentino nero che si erigono tre le colline. Radicate nel territorio da milioni di anni sono legate a tradizioni e leggende.

Pietra Perduca

Uno dei luoghi simbolici di questa tappa è proprio la Pietra Perduca, che custodisce due piccole vasche naturali note come “le vasche degli eremiti”, utilizzate anticamente per riti e abluzioni. Sulla sommità si trova un oratorio dedicato a Sant’Anna, meta di pellegrinaggi locali e punto panoramico spettacolare sulla Val Trebbia. Il sito è considerato un luogo sacro fin dall’antichità: qui si svolgeva il culto dedicato a Penn (divinità celtica). Dal culto pagano dei celti, si è passati al culto pre-cristiano di Minerva Medica, il cui tempio è divenuto la base per la costruzione dell’oratorio di Sant’Anna in epoca cristiana.

CURIOSITÁ I tritoni
Attualmente le antiche vasche degli eremiti ospitano una colonia di tre specie di tritoni (crestato, alpino e punteggiato), un fenomeno notevole per un ambiente di acqua stagnante, e sono considerate un ecosistema unico e protetto.

La-Pietra-Perduca

Oratorio di Sant’Anna

Ai piedi della pietra Perduca si trova l’affascinante Oratorio di Sant’Anna, fondato dai monaci dell’abbazia di San Colombano di Bobbio, nel X secolo. La chiesa è chiusa tutto l’anno eccetto il giorno della festa di Sant’Anna il 26 luglio.

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Mezzano Scotti → Bobbio – 9,1 km

Il cammino culmina a Bobbio, uno dei borghi più belli d’Italia. La tappa è breve e si può arrivare alla meta finale senza grandi difficoltà. A Bobbio si erge la maestosa Abbazia di San Colombano, fondata dal santo irlandese nel 614 e per secoli centro culturale e spirituale d’Europa.

CURIOSITÁ Il ponte del Diavolo
Secondo la tradizione appena Colombano arrivò a Bobbio dovette trovare il mondo per attraversare il fiume Trebbia, gli si presentò il diavolo che offrì la costruzione del ponte in cambio dell’anima di chi lo avrebbe attraversato per primo. Il santo accettò la sfida e durante una sola notte il ponte venne costruito con l’aiuto di undici demoni che sostenevano le arcate. L’indomani San Colombano lasciò rotolare una pagnotta sul ponte e un cane la rincorse per mangiarla. Il diavolo infuriato si ritirò e il santo potè entrare sul territorio. All’inizio del ponte, lungo 273 metri, con undici arcate, troviamo l’immagine sull’arcata maggiore

Ponte-del-diavolo-Bobbio-San-Colombano

Cosa vedere a Bobbio

La presenza di San Colombano a Bobbio ha permesso al territorio di elevarsi dal punto di vista culturale ma anche economico, basta ricordare che sulle terre dei monaci lavoravano 700 dipendenti, che potevano prodursi 10 quintali d’olio e circa 50.000 litri di vino (dati: inventari del monastero 862 – 883).
Perché Colombano scelse proprio Bobbio?
La regina Teodolinda, dopo un primo incontro con Colombano, che durante la sua peregrinatio pro Christo, arrivò alla corte longobarda di Milano, decise di donare al monaco, che riconobbe come un grande uomo di fede, il territorio di Bobbio. Il primo cenobio costruito da San Colombano al suo arrivo a Bobbio fu edificato sui resti di un’antica chiesa dedicata a San Pietro.

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CURIOSITÁ I monaci di Mezzano Scotti
A Mezzano Scotti sono ancora visibili i resti di un antico monastero, dedicato a San Paolo, sorto poco dopo quello di Bobbio, per opera di un gruppo di monaci che ritenevano troppo rigorosa la regola di San Colombano applicata da sant’Attala, il suo successore.
San Colombano aveva previsto questa possibilità raccomandando al suo successore di essere mite con gli eventuali “contestatori della Regola”, di non privarli dell’abito ma di lasciarli liberi.

Abbazia di San Colombano

Inizialmente, esisteva la piccola chiesa di pietra e introno le capanne di legno e pellame abitate dai monaci. Vicino al primo cenobio sorsero le prime abitazioni e la fama del monastero di Bobbio iniziò a diffondersi in tutta Europa.
Oggi, al posto dell’antico cenobio sorge il Castello Malaspina del Verme edificato a partire dal 1304 per volere di Corradino Malaspina.

I successori di San Colombano edificarono una nuova abbazia, nel luogo dove si trova attualmente, ma la regola, troppo rigida a detta di molti, non ebbe successo e, ben presto, furono sostituiti dai monaci benedettini. I benedettini, nel XVI secolo, ampliarono l’abbazia che conserva molti elementi a favore di San Colombano e dei suoi monaci che coesistono con elementi e immagini tipiche dell’ordine di San Benedetto.

Assolutamente da vedere: la cripta con il mosaico che rappresenta le gesta dei Maccabei, il ciclo dei mesi, dei misteri e diversi episodi biblici; il sarcofago di San Colombano, cuore dell’abbazia, realizzato nel 1480, sui lati del sarcofago sono raffigurate alcune scene della vita del santo e sul coperchio è scolpito il bassorilievo del corpo. Ai lati troviamo i due sepolcri di Sant’Attala e San Bertulfo, successori di Colombano.

sepolcro-di-San-Colombano

Duomo Santa Maria Assunta

Nonostante l’ombra imponente dell’Abbazia di San Colombano, che ha segnato profondamente la storia del borgo, il Duomo riveste un ruolo cruciale nella vita religiosa e culturale di Bobbio. La struttura attuale è principalmente il frutto di una ricostruzione barocca avvenuta tra il 1612 e il 1622, su preesistenti edifici romanici e gotici.

Assolutamente da vedere: l’antico sarcofago paleocristiano, riutilizzato per custodire le reliquie di San Giovanni Battista; la cripta che custodisce il corpo di Sant’Antonio Maria Giannelli vescovo di Bobbio, fondatore suore giannelline.

Duomo-di-Bobbio

Da non perdere a Bobbio

  • il suggestivo Ponte Gobbo, simbolo della città, chiamato anche Ponte del Diavolo.
  • il centro storico medievale, con vicoli lastricati e palazzi storici.
  • il Museo dell’Abbazia, che conserva manoscritti e testimonianze dell’opera dei monaci colombaniani.
  • Il Museo Collezione Mazzolini, allestito nelle antiche celle dei monaci, che custodisce opere di artisti italiani del Novecento come Pomodoro, De Chirico, Carrà e Fontana.

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Come si arriva all’eremo di San Colombano?

È possibile proseguire il cammino verso l’Eremo di San Michele, a Coli, a pochi chilometri da Bobbio (PC), in una cornice naturale di grande fascino sull’Appennino piacentino, dove San Colombano trascorse la Quaresima del 615 e dove, secondo un’antica tradizione, sarebbe morto il 23 novembre dello stesso anno.

DISTANZA: circa 8 km (solo andata).
TEMPO DI PERCORRENZA: 2,5 – 3 ore a piedi.
DISLIVELLO: ~650 m.
DIFFICOLTÀ: escursionistica (tratti ripidi ma ben segnalati).
Il sentiero è indicato dai cartelli del CAI e fa parte della rete escursionistica piacentina.

Scopri altri cammini religiosi nel piacentino: clicca qui welcomePiacenza

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*realizzato in collaborazione con Welcome Piacenza

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1 commento su “Il Cammino di San Colombano: storia, tappe e spiritualità”

  1. Una miniera di tesori così Ben Raccontati e descritti! 🤩 Personalmente, amo molto gli eremi, le abbazia e il monachesimo. Grazie 🙏 per questo suggerimento di pellegrinaggio di fede sulle tracce di un santo monaco celtico che veniva da lontano e tanto ha fatto in parole, opere scritte, fondazioni per diffondere la Parola e il suo messaggio di salvezza. Ne terrò conto se riuscirò a venire a Piacenza come ho in animo di fare per visitare la comunità di suore Carmelitane che vi si trova che quest’anno ha festeggiato i 350 anni dalla loro fondazione. Grazie, Dio ti Benedica per il tuo operato sui Passi del Signore 🙏❤️

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