Chiese stazionali di Roma: itinerario religioso quaresimale

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Scopriamo cos’è la tradizione delle chiese stazionali e come poterla mettere in pratica durante il periodo della Quaresima

L’inizio della Quaresima coincide con il giorno delle Ceneri e si conclude il giovedì Santo. Durante questi quaranta giorni che precedono la Pasqua, la chiesa prescrive alcune indicazioni per i fedeli, come l’astensione dalle carni ma non si tratta solo questo. Si tratta di conferire a questo periodo una dimensione spirituale profonda. Così, ho pensato di mettere in pratica, secondo un’antica tradizione, l’itinerario quaresimale delle chiese stazionali di Roma. A dire il vero, l’itinerario delle chiese stazionali si conclude il giorno della Domenica in albis perciò non saranno proprio quaranta le chiese che visiterò bensì quarantaquattro. Nel delineare l’itinerario ho tratto ispirazione dal libro dedicato alle chiese stazionali di Hanna Suchocka, ambasciatrice della Repubblica di Polonia, che ha ricoperto diversi incarichi istituzionali.

Dal giorno del mercoledì delle Ceneri ho iniziato il mio itinerario quaresimale. La mattina c’è da fare un’alzataccia per evitare il traffico e trovare parcheggio. Per quanto riguarda le chiese con grande sofferenza devo ammettere che la maggior parte sono quasi vuote. Solo in quelle più famose, di tanto in tanto, qualche fedele fa capolino per una preghiera, a volte sono suore o religiosi altre volte si trovano gruppi di fotografi che arrivano con la loro attrezzatura e a quel punto è impossibile riuscire anche a scattare una foto, invece, ultimamente di rado si vedono turisti.

Perchè si chiamano chiese stazionali?

La prima “statio” ha origini molto antiche. Pare che Papa Ilario nel 460 donò ad alcune chiese, in cui avvenivano le stationes, diversi vasi sacri. Infatti, a Roma c’erano le stazioni quaresimali per diversi tempi liturgici: Avvento, Quaresima e per la Pasqua. Non solo, erano stabilite altre stazioni anche per le feste di alcuni martiri “importanti” come: San Pietro, San Paolo, San Lorenzo, Sant’Agnese e Santa Cecilia.

Successivamente, Papa Gregorio Magno (590-604) ebbe un ruolo decisivo nell’organizzazione del sistema delle stazioni e nella scelta della liturgia. Infatti, per ogni giorno della Quaresima era assegnata una chiesa diversa e con il tempo la lista fu integrata anche da altri papi. La stazione era presieduta dal Vescovo di Roma e non avveniva tutti i giorni ma solo il martedì, il mercoledì e il venerdì. In seguito, Papa Gregorio aggiunse anche il giovedì così tutti i giorni della Quaresima furono occupati da una stazione.

Come si svolgevano le stazioni?

Secondo la tradizione la devozione delle stazioni iniziava ritrovandosi in una chiesa per poi recarsi in precessione verso la chiesa stazionale stabilita per quel giorno. Inizialmente si recitava la “colletta” una preghiera di riunione e durante la processione venivano cantate le litanie dei santi. Quando si arrivava alla chiesa si partecipava ad una veglia di preghiera che fu, in seguito, sostituita dalla celebrazione eucaristica. La messa era celebrata dal Vescovo di Roma o da un suo delegato e per quel giorno venivano esposte le reliquie conservate nella chiesa stazionale “di turno”.

Possiamo, di conseguenza, definire le chiese stazionali quelle chiese dove i fedeli si riuniscono per concedersi una sosta particolare, fatta di meditazione e preghiera, lasciando in disparte le faccende di ogni giorno.

La tradizione nei secoli

L’usanza di percorrere l’itinerario delle chiese stazionali a Roma ebbe una battuta d’arresto all’inizio del XIV secolo quando la sede papale fu trasferita ad Avignone. Ci furono vari tentativi di ripristinare questa tradizione ma con scarso successo. Solo nel XX secolo con Giovanni XXIII diede nuovo impulso all’itinerario delle chiese stazionali, partecipando alla liturgia delle Ceneri nella chiesa di Santa Sabina all’Aventino, nel primo anno del suo pontificato.

Successivamente, negli anni sessanta del secolo scorso la tradizione della visita alle chiese stazionali fu ripristinata anche grazie ad un gruppo di seminaristi americani che studiavano a Roma nel Pontificio Collegio Americano. Nel 2006 Benedetto XVI ha dichiarato che la tradizione delle Chiese stazionali conserva il suo valore malgrado il passare del tempo.

In conclusione, ho deciso di ripercorre l’itinerario delle chiese stazionali per tutto il periodo della Quaresima. Un impegno importante che mi sta facendo scoprire dei luoghi meravigliosi di Roma che altrimenti non mi sarei mai decisa a visitare. Inoltre, proprio “grazie” a questo “nefasto” momento storico posso girare indisturbata per la città senza la calca dei turisti che affollano chiese e monumenti. Di seguito vi lascio l’elenco delle chiese stazionali di Roma.

Elenco delle chiese stazionali

  1. Santa Sabina
  2. San Giorgio in Velabro
  3. Santi Giovanni e Paolo
  4. Sant’Agostino
  5. San Giovanni in Laterano
  6. San Pietro in Vincoli
  7. Santa Anastasia
  8. Santa Maria Maggiore
  9. San Lorenzo in Panisperna
  10. Santi Apostoli
  11. San Pietro in Vaticano
  12. Santa Maria in Domnica
  13. San Clemente
  14. Santa Balbina
  15. Santa Cecilia
  16. S. Maria in Trastevere
  17. San Vitale
  18. Santi Marcellino e Pietro
  19. San Lorenzo fuori le Mura
  20. San Marco
  21. Santa Pudenziana
  22. San Sisto Vecchio
  23. Santi Cosma e Damiano
  24. San Lorenzo in Lucina
  25. Santa Susanna
  26. Santa Croce in Gerusalemme
  27. Santi Quattro Coronati
  28. San Lorenzo in Damaso
  29. San Paolo Fuori le Mura
  30. S. Martino ai Monti
  31. Sant’Eusebio
  32. S. Nicola in Carcere
  33. San Pietro in Vaticano
  34. San Crisogono
  35. Santa Maria in Via Lata
  36. San Marcello
  37. Sant’Apollinare
  38. Santo Stefano Rotondo
  39. San Giovanni a Porta Latina
  40. San Giovanni in Laterano
  41. Santa Prassede
  42. Santa Prisca
  43. S. Maria Maggiore
  44. San Pancrazio

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