Palombara Sabina: il culto della Madonna della Neve

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La storia del culto della Madonna della Neve a Palombara Sabina

Ai piedi di Monte Gennaro (Monti Lucretili), a pochi chilometri da Roma, sorge Palombara Sabina. Secondo la tradizione Palombara deve il suo nome alla quantità di palombi che avevano dimora nelle antiche torri presenti sul territorio. Il Santo patrono di Palombara è San Biagio e la chiesa a lui dedicata insieme all’Abbazia di San Giovanni in Argentella rappresentano un grande vanto per tutto il paese. Fin dall’antichità un altro culto si è fatto strada nei cuori dei palombaresi. Si tratta del culto della Madonna della Neve a Palombara Sabina che ha origini molto antiche.

Il titolo Madonna della Neve deriva, con grande probabilità, da un fatto storico realmente avvenuto.

Infatti, fin dai tempi antichi nella zona di Palombara, Moricone, Nerola, Montorio e Monteflavio era d’uso commerciare la neve con la città di Roma. Nei mesi invernali sui monti Pellecchia e Gennaro si raccoglieva la neve in grandi pozzi che, successivamente, veniva trasportata a Roma nel periodo estivo.

Probabilmente, i commercianti di neve, costituiti in una vera e propria società, edificarono una piccola edicola intorno al 1314 consacrandola alla Madonna della Neve. La devozione si diffuse velocemente in tutto il paese e nei centri limitrofi. Infatti, ancora oggi, il 5 agosto si festeggia la festa della Madonna della Neve con una lunga processione per le vie del paese.
La festa si rifà al miracolo avvenuto a Roma presso la chiesa di Santa Maria Maggiore.

La tavola della Madonna con Bambino detta Madonna della Neve

Secondo la tradizione, il dipinto della Madonna della Neve è stato sostituito intorno al 1459 da Padre Filippo da Massa. Infatti, Padre Filippo con un breve pontificio di Pio II e sotto il patrocinio della famiglia Savelli fece edificare un complesso monumentale poco distante dall’antica chiesetta. In conclusione, l’antico sacello venne incorporato in un’edificio più grande conservando l’antica dedicazione.

Probabilmente, i Savelli commissionarono a Roma il nuovo dipinto per poi portarlo a Palombara. Si racconta che in occasione del Giubileo la Madonna della Neve riprodotta su una tavola è stata portata in processione a Roma dagli abitanti di Palombara.

Nel 1741 la chiesa conventuale di San Francesco fu prolungata con una nuova parte e unita alla chiesa della Madonna della Neve. La tavola dal 1779 fu esposta periodicamente nella chiesa parrocchiale di San Biagio.

Quando nel 1800 i frati conventuali abbandonarono il convento dovettero sostenere una disputa con la popolazione per la collocazione della tavola con la Madonna della Neve.

Un evento miracoloso: la nevicata di agosto

La tavola, in conclusione, rimase alla comunità e secondo la tradizione orale avvenne un fatto miracoloso. Quando il dipinto fu trasferito definitivamente nella chiesa parrocchiale di San Biagio, nel mese di agosto, durante la processione molti raccontano di aver assistito ad una nevicata.

Questo evento miracoloso fu un “segno divino” ed una conferma che la Madonna delle Neve doveva rimanere alla comunità di Palombara.

La Madonna della Neve a Palombara Sabina

La tavola, in pessimo stato di conservazione, venne ritoccata più volte negli anni e nel 1956, durante il restauro, il manto della Vergine fu abbellito con un motivo floreale.

Oggi, l’effigie della Madonna della Neve si trova nella chiesa parrocchiale di San Biagio. Il dipinto attribuito ad Antonio da Viterbo rappresenta la Vergine in trono con il Bambino Gesù e Dio Padre benedicente.

Immagine in concessione da Paola Cicioni

Testimonianze dei miracoli avvenuti per intercessione della Madonna della Neve

Mentre ero alla ricerca di studi e documenti per approfondire la storia del culto legato alla Madonna della Neve, grazie ad alcuni preziosi documenti, che mi sono stati trasmessi da Paola Cicioni (appassionata della cultura e della storia di Palombara Sabina) sono venuta a conoscenza di alcune testimonianze del popolo palombarese “miracolato” dalla Madonna della Neve.

Tra le testimonianze, con grande stupore, ho letto quella di Maria Antonia Scanzani, una dei miei avi, miracolata dalla Madonna. Riporto, di seguito, la sua testimonianza.

ESTRATTO DI TESTO: copia degli attestati fatti da diverse persone per la coronazione della BMA Vergine sotto il titolo della Neve di Palombara.

Maria Antonia Scanzani moglie di Antonio Luzzi da Palombara in Sabina qui presente, e sottocroce segnata, mediante anche il suo giuramento, fa fede, ed attesta che avendo nell’anno 1770 sofferta una grave malattia, ed essendo questa degenerata, già era tutta gonfia sino al petto, giudicata perciò dal medico insanabile, e quasi vicina a morire, si portò con grande istento, e fatica nel giorno della Madonna SS.ma della Neve nella Chiesa di S. Francesco di questi Religiosi di Ritiro, ove la detta Sagra Immagine si custodisce, ed essendosi di vivo cuore raccomandata alla sopradetta S. Immagine, ed essendosi unta coll’olio delle sue lampade restò quasi istantaneamente affatto guarita senza gonfiore, e senza febbre, cossichè da quel giorno in poi potè senza incomodo seguitare ad andare in detta Chiesa di San Francesco. In fede questo dì 14 luglio 1779.

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