Rione Sant’Angelo: cosa vedere nel rione più piccolo di Roma

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Le cose più belle da vedere nel Rione Sant’Angelo tra chiese e fontane storiche 

Avete mai visitato il Rione Sant’Angelo? Ecco un breve itinerario con le cose più belle da vedere nel Rione più piccolo di Roma che coincide, in alcuni tratti, con la zona dell’ex ghetto ebraico!
Il Rione Sant’Angelo prende il nome dalla Chiesa di Sant’Angelo in Pescheria.

Questa zona di Roma è ricca di luoghi interessanti che raccontano storie di un passato lontano a tratti difficile e doloroso da ricordare.

RIONE SANT’ANGELO: COSA VEDERE NEL RIONE PIU’ PICCOLO DI ROMA 

1 | Portico di Ottavia
2 | Sant’Angelo in Pescheria
3 | Chiesa di Santa Rita
4 | Santa Maria in Campitelli
5 | Santa Caterina dei Funari
6 | Fontana delle Tartarughe
7 | Il ghetto ebraico
8 | Sant’Ambrogio alla Massima
9 | Monastero Sant’Ambrogio alla Massima
10 | Dove mangiare nel Rione Sant’Angelo
11 | Visita guidata nel Rione Sant’Angelo

Non si può iniziare la breve visita del più piccolo Rione di Roma se non partendo dalla chiesa dedicata a San Michele, una delle figure più venerate, in ogni tempo, da tutto il mondo cristiano.

La Chiesa è nota come Sant’Angelo in Pescheria la facciata è quasi occultata dai resti del Portico d’Ottavia, a destra della chiesa  si innalza l’Oratorio di Sant’Andrea ai Pescivendoli. Ma ciò che rende insolito lo scenario di questa strada, è quella sorta di “porticato fantasma” che, a sinistra della chiesa, si allunga sul marciapiede con una serie di sei colonne mutile o interrate.

1 | Portico di Ottavia 

Il Portico d’Ottavia, una fra le più monumentali costruzioni dei tempi di Augusto, è in pratica quasi totalmente scomparso. Questo monumento, un vero facsimile dei Fori, ospitava luoghi di cultura, sale per spettacoli e concerti, biblioteche, risaliva. Augusto lo ricostruì, completamente, facendone un monumento in onore a sua sorella Ottavia.

In seguito il Portico venne restaurato da Caracalla e da Settimio Severo.

LA PIETRA DEL PESCE
Fra le colonne del portico, precisamente nel pilastro di destra, si nota la celeberrima Pietra del  Pesce che era sormontata da una lapide con l’immagine di uno storione oggi trasportata in  Campidoglio. Lo storione è un pesce eroico: sopravvive a dispetto di ogni inquinamento.
Sulla lapide figura un’incisione in latino: “Devono essere date ai Conservatori le teste di tutti i  pesci che superino la lunghezza di questa lapide, fino alle pinne incluse”.

Questa è una fra le più singolari tasse dell’antica Roma di cui conserviamo la memoria.
Portico-di-Ottavia-Roma

2 | Sant’Angelo in Pescheria 

L’ambiente interno della Chiesa di Sant’Angelo è diviso in tre navate.
Inoltre, possiamo ammirare diverse testimonianze del passato come i bei pavimenti di marmo intarsiati e gli affreschi con le storie di Sant’Andrea opera di Tacconi.

Nella navata sinistra si notano due opere di alto interesse, la Madonna col Bambino e Angeli di Benezzo Gozzoli e la Piccola Madonna col Bambino dipinta all’inizio del XII sec. da pittori Petrus de Balizo e Bellushomo.

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Una volta visitata la chiesa, possiamo spostarci nella piazzetta, che si apre sulla sinistra e ci troviamo immersi in una di quelle straordinarie scenografie proprie di Roma: non vi sono né fontane, né fontane eppure l’irripetibile bellezza di Roma ci conquista!

Tra le quinte della strada, infatti, si insinua la cupola di Santa Maria in Campitelli. Per continuare la passeggiata ci troviamo verso via della Tribuna Campitelli a pochi passi da piazza Campitelli.

3 | Chiesa di Santa Rita 

Nell’itinerario a piedi nel Rione non può mancare la chiesina di Santa Rita, costruita nel 1655. Inizialmente si trovava annidata ai piedi del Campidoglio, era dedicata alla “Santa Spina della Corona Cristo”, successivamente fu intitolata a Santa Rita per volere del popolo.

La Santa dispensatrice di grazie impossibili si trovò ben presto senza casa, la chiesa fu demolita nel 1928. Solo la facciata opera di Carlo Fontana fu mantenuta intatta, e grazie ad Alessandro VII che curò la sistemazione della piazza, fu spostata dove si trova attualmente.

Sulla piazza si affacciano diversi palazzi dalle antiche fattezze; al n.10 si trova la sede di una Congregazione religiosa che mostra caratteri tardo-barocchi e roccocò.

4 | Santa Maria in Campitelli 

La Chiesa barocca opera dell’architetto Carlo Rainaldi domina la piazza e seppure a Roma non è tra le chiese più conosciute quando ci troviamo a varcare la soglia d’ingresso la sensazione è quella di trovarci davanti un vero capolavoro.

L’attenzione di tutti i fedeli va all’immagine di Santa Maria in Portico, al centro dell’altare, particolarmente venerata dai romani durante la terribile pestilenza del 1656.

Proprio allora si decise di ricostruire come ex-voto la chiesa-santuario in forme più grandiose e se ne diede l’incarico al Rainaldi.

L’immagine miracolosa è uno smalto di gran pregio che risale al’IX secolo.

Tra le più importanti opere della chiesa troviamo: i due “cappelloni” che fanno le veci di un transetto e le prime cappelle che ospitano un bel San Michele Arcangelo che abbatte lo spirito del male opera di Sebastiano Conca e due monumenti dal Mazzuoli.

5 | Santa Caterina dei Funari 

Usciti dalla chiesa ci dirigiamo verso via dei Funari per sboccare sulla piccola piazza Lovatelli chiusa tra costruzioni del ‘500 e del ‘600 già da qui si apre lo scenario emozionate di Santa Caterina dei Funari magnifico edificio che rappresenta l’estrema fioritura del Rinascimento a Roma.

Imbocchiamo il secondo tratto di via dei Funari una fra le più belle strade di Roma.
Tutto il vastissimo isolato compreso tra via dei Funari, piazza Mattei, via Paganica, via delle Botteghe Oscure, via Caetani apparteneva ad una fra le più ricche famiglia della Roma cinque-seicentesca la Famiglia Mattei. 

6 | Fontana delle Tartarughe 

Soffermiamoci su Piazza Mattei dove non abbiamo ancora osservato la Fontana delle Tartarughe leggenda e storia si fondo con la bellezza per accrescere il fascino di quest’opera. La fontana, disegnata da Giacomo della Porta, è celebre per le tartarughe da cui prende il nome e che furono aggiunte solo successivamente per opera del Bernini.

Fontana-delle-Tartarughe

A questo punto, per tornare verso il Portico di Ottavia, possiamo dirigerci verso Via di S. Ambrogio che quasi sfugge all’attenzione proprio perchè nascosto in un angoletto di piazza Mattei. La chiesa  dedicata alla grande figura del Vescovo di Milano quasi perennemente chiusa ai visitatori.

7 | Il ghetto ebraico 

Nel Rione Sant’Angelo si trovano i resti dell’antico ghetto ebraico. Dobbiamo immaginare che ai tempi sulle strade del rione insistevano palazzi di 6 o 7 piani. I più poveri si trovavano nelle abitazioni sulle sponde del Tevere soggetto spesso a straripamenti.

Una vita difficile soprattutto per le famiglie meno abbienti. Oggi, gran parte delle abitazioni sono state distrutte e negli anni il quartiere è stato risistemato. Ritroviamo alcuni edifici storici dei tempi come Villa Costaguti e Palazzo Mattei. La famosissima Via della Reginella dove possiamo osservare le famose pietre d’inciampo dell’artista tedesco Gunter Demnig. Demnig ha posto dei sampietrini di ottone di fronte alle abitazioni degli ebrei deportati con inciso il nome e la data di nascita e morte delle vittime.

Un progetto enorme che si estende anche ad altri paesi europei.

Rione-Sant-Angelo-Ghetto

8 | Sant’Ambrogio alla Massima 

Questa chiesa vanta un suo piccolo record: è la chiesa barocca meno ornata in assoluto. Per raggiungere la chiesa passiamo per un suggestivo cortile-atrio adorno di un ninfeo del ‘600 a sua volta arricchito da un sarcofago d’età romano-imperiale.

L’interno della chiesa è armonioso ma spoglio, gli altari sono l’unico tocco davvero baroccheggiante. Quasi tutte le opere d’arte sono state asportate.

9 | Monastero Sant’Ambrogio alla Massima 

Il monastero annesso è un vero e proprio insieme di cortili e giardinetti, per lo più inaccessibili. Si possono – più in teoria che in pratica – visitare la stanza dove abito Sant’Ambrogio, ornata da uno splendido e rarissimo Crocifisso del XII sec. e un altro ambiente che conserva la Morte di San Benedetto dipinta da Baccio Ciarpi.

IL MONASTERO DI SANT’AMBROGIO 
Questo monastero ebbe il suo momento di notorietà quando le suore ne vennero scacciate perchè si erano ostinate nell’adorare come “Santa” una loro consorella, il culto della quale, pur vivissimo nel secolo scorso, non era stato convalidato dall’Imprimatur della chiesa e fu allora affidato ai Benedettini.

Proseguendo sulla via si torna verso il Portico d’Ottavia e si conclude così questo itinerario nel Rione più piccolo di Roma.

10 | Dove mangiare nel Rione Sant’Angelo 

A conclusione dell’itinerario vorrei spendere due parole per consigliarvi alcuni tra i  ristoranti più conosciuti della zona dove mangiare dell’ottima cucina giudaico-romana.

Nonna-Betta-Ristorante-Kosher

Non potete lasciare la zona del ghetto ebraico senza provare il carciofo alla giudia di Nonna Betta tipico ristorante kosher su Via del Portico d’Ottavia.
Da provare assolutamente: la carbonara con le zucchine e cacio e pepe con la cicoria.

11 | Visita guidata nel Rione Sant’Angelo 

Se state cercando una guida che possa accompagnarvi alla scoperta del Rione Sant’Angelo vi consiglio di contattare Claudia, laureata in Storia dell’Arteguida turistica e accompagnatore turistico di professione.

Potete trovare tutti i suoi contatti qui.

8 thoughts on “Rione Sant’Angelo: cosa vedere nel rione più piccolo di Roma

  1. Che bello il ghetto di Roma, ci sono passata spesso, l’ultima volta per un matrimonio nella chiesa principale. Eppure non sapevo nulla della pietra del pesce, la tassa più stravagante di cui abbia mai letto. Post preziosissimo.

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