Itinerario religioso in Ciociaria

Percorriamo insieme un nuovo e appassionante itinerario religioso in Ciociaria. Una terra di santi, di paesaggi incontaminati, di arte, storia e di tradizioni secolari che sopravvivono ai tempi

Se penso alla Ciociaria mi viene subito in mente Domenico, il mio bisnonno, originario di Veroli, non l’ho mai conosciuto ma sento che una piccola parte di me appartiene a questo territorio spesso sottovalutato e accantonato dai turisti che prediligono la caotica città di Roma. Malgrado questo, sono certa che, vi stupirò portandovi con me in un’appassionante itinerario religioso in Ciociaria.
Allacciate le scarpe o, forse, dovrei dire “le ciocie” (nome di un’antica calzatura che diede il nome alla zona della Ciociaria). 😊

La Ciociaria è considerata una vera e propria regione, che coincide con la provincia di Frosinone, caratterizza da una vasto territorio con montagne tipicamente carsiche, colline e valli. A pochi chilometri da Roma, offre ai visitatori la possibilità di ammirare bellezze monumentali, paesaggi ricchi di vegetazione, città d’arte come Arpino, Veroli, Anagni e Ferentino, luoghi mistici come le Abbazie di Fossanova, Casamari e Trisulti.

1) FIUGGI

La prima tappa dell’itinerario religioso in Ciociaria è la città di Fiuggi, alle pendici dei Monti Ernici, circondata da boschi di castagno. Fiuggi, fino all’anno 1000, apparteneva ai monaci dell’abbazia di Subiaco. Le famose acque furono scoperte da boscaioli e contadini della Valle Anticolana. L’utilizzo ufficiale della acque curative di Fiuggi risale all’epoca di Bonifacio VIII. Egli stesso potè constatare i benefici delle acque. Molti personaggi illustri si curarono con l’acqua fiuggina: Michelangelo Buonarroti, Marcantonio Colonna e Francesco Scalzi.

La Fonte Bonifacio VIII

Le acque di Fiuggi appartengono al gruppo delle acque naturali oligominerali, sono disintossicanti e particolarmente adatte per curare la calcolosi renale e la gotta. Le acque erano conosciute in epoca romana ma nel medioevo furono rilanciate grazie a Bonifacio VIII, che ne fece uso regolare, per curare la calcolosi renale.
Nella città di Fiuggi sono presenti due aree termali: la fonte Bonifacio VIII e la fonte Anticolana che rappresentano uno dei complessi termali più antichi d’Italia.

Orari apertura: le terme sono aperte tutti i giorni dalle ore 8:30 alle ore 12:30.
Servizi disponibili: cure idropiniche, ecografie, fisioterapia, inalazioni.
Costo biglietto: intera giornata 9€, mezza giornata 5€.
Contatti: 0775 783305 | accettazione@acquafiuggi.eu

La fonte Bonifacio VIII inaugurata agli inizi del secolo, in stile liberty, fu restaurata e ampliata negli anni Cinquanta grazie al progetto dall’architetto Luigi Moretti. La fonte Anticolana, inaugurata negli anni Venti, si trova all’interno di un bellissimo parco ricco di specie arboree e floreali.

Il segreto dell’acqua di Fiuggi: il bacino si trova alle pendici dei Monti Ernici, nella conca di Fiuggi che in epoca preistorica era un lago, con la sedimentazione lacustre e i fenomeni vulcanici, il terreno si è arricchito di limo, argilla, tufi e ceneri. L’acqua filtrando attraverso la terra vulcanica si arricchisce di sostanze benefiche che depurano l’organismo.

Il borgo di notte

Se volete scoprire una Fiuggi inedita vi consiglio di avventurarvi nel centro della città dopo il tramonto. Rimarrete colpiti dall’atmosfera romantica che avvolge l’antico borgo medievale. Vi ritroverete a camminare tra vicoli, piazzette e ripide scalinate. Il borgo è costellato da localini tipici dove si può assaporare la cucina del posto, in un’atmosfera pittoresca, e straordinari murales che raccontano storie di tempi passati.

Le chiese

Assolutamente da visitare: la collegiata di San Pietro, in via Maggiore, edificata nel XVII secolo al posto di un piccolo tempio dedicato a Santa Lucia; la chiesa della Madonna della Vittoria, in via Vecchia Fiuggi, legata alla vittoria dell’ammiraglio pontificio Marcantonio Colonna (nella battaglia di Lepanto); la chiesa di San Biagio, patrono della città, edificata intorno all’anno 1000 e successivamente restaurata in stile barocco.

Le festa delle “stuzze”

Il 3 febbraio, di ogni anno, in occasione della ricorrenza del santo patrono, San Biagio, si celebra la festa delle stuzze. Nella piazza principale del paese vengono accesi numerosi tronchi d’albero, portati a spalla dai fedeli, per le vie principali della città. Questa usanza, deriva da un episodio realmente accaduto nel 1298 quando papa Bonifacio VIII fece marciare il suo esercito contro i ribelli di Anticoli di Campagna. I cittadini per confondere gli avversari incendiarono le case. L’esercito nemico, infatti, vedendo la città distrutta si ritirò. Secondo la tradizione l’incendio fu voluto da San Biagio per salvare la città.

Dove mangiare a Fiuggi: itinerario religioso in Ciociaria

Non potete lasciare la Ciociaria senza aver provato la cucina tipica! Vi consiglio una sosta nel ristorante La Locanda, nel centro storico di Fiuggi, dentro un palazzetto dell’Ottocento. Assolutamente da provare la pasta fatta a mano, la carne alla griglia e i dolci fatti in casa. La Locanda fa anche servizio b&b mettendo a disposizione tre camere situate nei i corridoi dell’ex convento di Santa Chiara.

Dove: Piazza Trento e Trieste ,18 – 03014 Fiuggi
Contatti: info@lalocandafiuggi.it | 0775 505855
Aperitivi e apericena: tutti i giorni dalle 18:00 alle 20:00.

Dove dormire a Fiuggi: itinerario religioso in Ciociaria

Se desiderate percorrere un itinerario religioso in Ciociaria vi consiglio di fare tappa a Fiuggi per dormire. Grazie al tour oragnizzato da DMO alta Ciociaria ho soggiornato due notti al Silva Hotel Splendid, un luogo eccezionale, dove potrete godere della natura, dei benefici della spa e dell’ottimo cibo. L’hotel si trova immerso in un ampio parco di castagni, poco distante dal centro storico di Fiuggi e dalla zona termale. Oltre ai percorsi spa offre anche la possibilità di organizzare escursioni in bici su strada e mountain bike.

Dove: Corso Nuova Italia, 40 Fiuggi (FR) – Italy
Contatti: booking@silvasplendid.it
In auto: autostrada A1 Milano-Napoli, casello di Anagni-Fiuggi.

2) COLLEPARDO

Nel cuore dei monti Ernici, in provincia di Frosinone, si trova Collepardo noto come il “paese delle erbe”. Sul territorio nascono diverse erbe spontanee, ne sono state catalogate 1200 appartenenti a circa 150 famiglie diverse, con le quali, nei secoli, i monaci della Certosa di Trisulti hanno realizzato unguenti e medicamenti.

La Certosa di Trisulti

La Certosa di Trisulti prende il nome dal latino tre saltibus, ovvero tre salti, come veniva denominato l’antico castello del XII secolo di proprietà della famiglia Colonna che dominava i tre valichi verso l’Abruzzo. Nei pressi dell’antico castello sorse l’abbazia benedettina, fondata da san Domenico di Sora, intorno all’anno Mille. Successivamente, papa Innocenzo III assegnò l’abbazia all’ordine dei monaci certosini. Tra gli edifici di rilievo spiccano la chiesa di San Bartolomeo; il palazzo di Innocenzo III; l’antica foresteria che, oggi, ospita la Biblioteca Nazionale; la farmacia monastica; il salotto d’attesa e il giardino all’italiana dove si coltivavano le erbe medicinali usate per l’attività farmaceutica.

La Certosa di Trisulti
Dove: via Trisulti, 8 | 03010 Collepardo FR
Orari: aperto tutti i giorni.
Orario estivo (15 aprile – 15 ottobre) dalle ore 10:00 alle ore 13:30 e dalle ore 14:30 alle ore 18:00.
Orario invernale (16 ottobre – 14 aprile) orario continuato dalle ore 10:00 alle ore 16:00.
Ingresso: l’ingresso è consentito fino a mezz’ora prima dell’orario di chiusura.
Santa Messa: nei giorni festivi alle ore 11:00.

La chiesa di San Bartolomeo

All’interno della Certosa di Trisulti si trova la chiesa dedicata a San Bartolomeo, alla Vergine Maria e a San Bruno (fondatore dei certosini). La chiesa è stata più volte restaurata e l’originale struttura in stile gotico è stata sostituita da un impianto barocco.
L’interno è suddiviso dall’iconostasi, una parete divisoria decorata con icone, che separa la parte riservata ai padri dalla zona dei conversi. La navata è circondata da due cori lignei opera dei maestri certosini. Una delle opere più importanti, conservate nella chiesa, è la Strage degli Innocenti realizzata, da Filippo Balbi, intorno al 1863.
Alle pareti si possono ammirare affreschi raffiguranti le glorie dei santi. Sulla volta spicca la Gloria del Paradiso opera di Giuseppe Caci.

3) ANAGNI

Il nostro itinerario religioso in Ciociaria non può escludere la città di Anagni, una delle più belle e suggestive dell’intera regione Lazio. Il borgo storico è caratterizzato da una suggestiva architettura medievale. Nel XIII secolo visse una fase di grande splendore dando alla Chiesa quattro papi: Innocenzo III, Gregorio IX, Alessandro IV e Bonifacio VIII. Per questo, Anagni si è meritata l’appellativo di “Città dei Papi”.

Il Palazzo di Bonifacio VIII

Nel centro storico si trova il palazzo di Bonifacio VIII che fu teatro di uno degli episodi più celebri della storia medievale: lo “schiaffo di Anagni”. Il palazzo è stato edificato agli inizi del Duecento. Ospitò diversi papi e nel 1230 anche l’imperatore Federico II fino a quando divenne di proprietà di Bonifacio VIII. Il palazzo è diviso in due piani e al suo interno ospita delle sale ricche di affreschi. Tra le più importanti: la sala delle Oche, la sala del Giubileo e la sala delle Scacchiere.
Nel Settecento il complesso è stato unito alla Casa Madre delle Suore Cistercensi della Carità, dove sono conservate le spoglie della fondatrice dell’ordine.

Palazzo Bonifacio VIII
Dove: Strada Vittorio Emanuele, 238, 03012 Anagni
Orari: aperto tutti i giorni.
Dalle ore 9.30 alle ore 13.00 (ultimo ingresso 12.30). Dalle ore 15.00 alle ore 19.00 (ultimo ingresso 18.30)
Ingresso: intero 5,00€ inclusa audioguida. Ridotto 3,00€ inclusa audioguida.
Prenotazioni: 800266300

La Cattedrale di Anagni

La cattedrale è dedicata a Santa Maria Annunziata e fu sede di importanti eventi storici come il pactum anagninum, la trattativa tra il Papato e l’Impero, e la canonizzazione di San Bernardo di Chiaravalle, Santa Chiara d’Assisi, Edoardo il Confessore re d’Inghilterra e San Pietro eremita patrono di Trevi nel Lazio. Realizzata per volere del vescovo Pietro da Salerno negli anni 1072-1104.

Secondo la tradizione il vescovo trovò i soldi per finire i lavori della cattedrale grazie a un evento miracoloso. Infatti, il vescovo Pietro fu inviato a Costantinopoli come legato pontificio e durante il soggiorno, come gli era stato già preannunciato in sogno dalla Vergine Maria, guarì l’imperatore bizantino Michele VII da un morbo per via dell’intercessione di san Magno. L’imperatore lo ricompensò lautamente.

La cattedrale si presenta, all’esterno, in stile romanico emiliano-lombardo. Molto suggestiva la torre di ferro, esterna, con cinque campane che domina piazza Innocenzo III con la Loggia delle Benedizioni, l’esterno della Cappella Caetani e la pittoresca scalinata.

La parte interna, invece, prevede un’alternanza di elementi architettonici romanici e gotici.
Assolutamente da vedere: la cattedra episcopale firmata da un Vassalletto di Roma e commissionata, sotto il pontificato di Urbano IV, dal vescovo Lando; le tre cappelle sulla sinistra: l’antica cappella Caetani, la cappella Lauri e il battistero; la cappella sulla destra dedicata alla Madonna della Misericordia, con l’icona donata da papa Leone XIII;

Il pavimento cosmatesco è stato realizzato per volere del vescovo Alberto, con il sostegno di Rainaldo di Anagni, cappellano di papa Onorio III, è opera di Cosma di Jacopo di Lorenzo (autore del pavimento della Cripta di San Magno) e risale agli anni tra il 1224 e il 1227.

La Cripta di San Magno

La cripta di San Magno è stata costruita, dal vescovo Pietro da Salerno, contemporaneamente alla cattedrale per custodire le reliquie dei santi. È stata definita la “Cappella Sistina del Medioevo” per l’ottimo stato di conservazione e per gli straordinari affreschi che coprono gran parte della superficie, circa 540 mq. L’ambiente è diviso in tre navate e tre absidi. Le pareti e le volte sono decorate da un meraviglioso ciclo pittorico che si rifà alla storia della salvezza dell’uomo, dalla sua creazione fino all’apocalisse.

Gli affreschi sono opera di tre botteghe di artisti conosciuti come Primo Maestro di Anagni o Maestro delle Traslazioni, Secondo Maestro di Anagni o Maestro Ornatista e Terzo Maestro di Anagni. L’altare maggiore è dedicato a San Magno, vescovo di Trani, martire vissuto nel III secolo. Sull’emiciclo dell’abside è descritta la storia del santo a partire dalla sua cattura verso Fondi.

4) PIGLIO

Piglio sorge in una posizione privilegiata sulle propaggini del monte Scalambra. Ha origini antichissime e una storia che sopravvive ai secoli. Il paese è noto per la produzione di uve di tipo Cesanese.

Papa Giovanni Paolo II era solito trascorrere momenti di preghiera in questa zona. Infatti, in suo onore è stato tracciato un percorso di circa un chilometro e mezzo nei boschi. L’inizio del tracciato è segnalato da una statua del papa e una croce ricorda il punto dove recitava l’Angelus. Lungo il percorso sui massi che costeggiano il sentiero sono incise alcune delle frasi del papa.

Assolutamente da vedere: la chiesa di Santa Maria Assunta che conserva la statua della Madonna delle Rose, portata in processione il 30 ottobre in ricordo dell’anniversario della liberazione di Piglio dalla peste; il Castello Orsini; la chiesa di San Rocco protettore dei malati, dei pellegrini e dei prigionieri; la piccola chiesa dedicata a Sant’Antonio Abate; il santuario della Madonna della Pace; il convento di san Francesco, a 850 metri di altezza, fondato dal santo dopo il suo viaggio di ritorno dalla Terra Santa, intorno al 1220; la Grotta della Penitenza dove visse il beato Andrea Conti, dal 1240 al 1302, trascorrendo la sua vita in povertà e modestia.

Degustazione di vini a Piglio

Concludiamo il nostro itinerario religioso in Ciociaria con una degustazione di vini del territorio. Nel cuore delle colline di Piglio, tra contrade e paesaggi incantevoli, si trova l’azienda vitivinicola Pileum fondata nel 2002 da un gruppo di amici e famiglie.
L’azienda è cresciuta negli anni avvalendosi di impianti moderni e tecnologicamente avanzati nel massimo rispetto dell’antica tradizione vitivinicola del Cesanese nel suo territorio di origine. Le uve sono raccolte a mano secondo i tempi di maturazione in vigna.

Qui potrete passeggiare tra i vigneti, degustare ottimi vini e concludere la vostra giornata con una cena deliziosa a base di prodotti a km 0 accompagnati dal famoso vino Cesanese del Piglio DOCG.

Dove: Via Casalotto, snc 03010 Piglio (FR)
Contatti: 3663129910
Tour dei vigneti: si organizzano tour dei vigneti e della cantina con degustazioni di vino e di prodotti tipici del territorio per informazioni info@pileum.it.

Guida turistica per i tuoi itinerari religiosi in Ciociaria

State cercando una guida turistica in Ciociaria? Potete contattare Anna Maria Di Carlo, Associazione Lega Ernica, 3470518799.

*post in collaborazione DMO alta Ciociaria

PER APPROFONDIRE: LA VALLE SANTA E SAN FRANCESCO

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